Il mito della spiaggia rosa
Sulla spiaggia rosa di Budelli e sul perché del suo colore si sono scritti fiumi di pagine e si sono inventate le storie più strane: si è persino arrivati a scrivere che il suo colore derivava dai frammenti del corallo abbandonato dalle coralline, quando i pescatori pulivano gli ingegni dopo la pesca. Miti e leggende per non dire peggio: per capire l'origine delle sfumature rosate sulla sabbia bisogna scendere sott'acqua. Seguendo il fondale sabbioso si incontra, dopo poche pinneggiate, una prateria di posidonia. Le lunghe foglie a forma di nastro ondeggiano spinte dalle correnti e dalle onde: per raggiungere la base della prateria bisogna farsi largo con le mani: i fusti, rizomi come dicono gli esperti, spuntano appena dal sedimento detritico sul quale è insediata la pianta.



Attorno e sui rizomi c'è un ambiente ricchissimo: alghe rosse, briozoi, ascidie, echinodermi. Bisogna avvicinarsi ancora per osservare i particolari più piccoli e scoprire un "gigante": sulle squame marrone del rizoma sono abbarbicate numerose piccole concrezioni rosa, dall'aspetto frastagliato. E' un foraminifero, un organismo unicellulare che costruisce un nicchio calcareo delle dimensioni di 2-3 millimetri: un vero "gigante" per la categoria che normalmente richiede il microscopio per poter essere osservata. Si chiama Miniacina miniacea e come tutti gli organismi alla fine del ciclo vitale muore, cade nel detrito e, trasportata dalle correnti, finisce a riva. E' la Miniacina a colorare di rosa la spiaggia di Budelli, anche se un po' alla volta il rosa si è sbiadito: troppi prelievi dei turisti per portare a casa un souvenir, come pensano alcuni, o forse qualcosa è cambiato anche sott'acqua, e le praterie in regressione offrono meno spazi anche ai piccoli foraminiferi?


Budelli: spiaggia rosa

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