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LA
MADDALENA L'isola capoluogo è la più grande e la più trasformata dall'uomo, percorsa da un dedalo di strade che consentono di raggiungere quasi tutti gli angoli della costa. Eppure sono ancora molti gli ambienti naturali di grande pregio e le particolarità naturalistiche. Alcuni itinerari aiutano a cogliere gli scorci più belli e gli ambienti naturali più preziosi. Si può percorrerli in auto, in moto o in bicicletta, lungo strade asfaltate o sterrati: alcuni sono da percorrere a piedi, per andare più vicini alla natura dell'isola. |
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![]() La Maddalena: panorama ![]() La Maddalena: baia Trinità |
![]() La Maddalena: tramonto |
A piedi dalla chiesa della Trinita a Bassa Trinita Bassa Trinita è la trasformazione di "abbass'a Trinita" che significa "sotto la Trinità", ed il sentiero inizia a sinistra della chiesa. La prima parte del percorso si sviluppa nella macchia che porta i segni del vento, costeggiando sulla destra la base dello sperone roccioso su cui sorge la batteria militare della Trinità, costruita intorno al 1890. A circa 100 metri prendendo il secondo dei due sentieri a sinistra si arriva prima ad una abitazione privata e poi, imboccato un sentiero sulla sinistra, quasi invisibile per la vegetazione, si giunge ad una delle poche case corse rimaste: è un esempio tipico degli insediamenti di pastori-agricoltori-marinai sparsi sulle isole dell'arcipelago, costruiti molto prima che l'isola divenisse parte del Regno di Sardegna. Si ritorna quindi sul sentiero abbandonato prima, e la discesa continua tra la vegetazione che diviene più alta. Le piante sono quelle tipiche della macchia: corbezzoli, ginepri, fillieree, cisti e ginestre. Al successivo bivio si svolta a sinistra e si continua a scendere. Alla biforcazione seguente si svolta a destra costeggiando un bastione di granito con filoni di quarzite finchè appare la prima duna, l'inizio del sistema dunale della Bassa Trinita, che è stato tagliato in due dalla strada asfaltata. Dall'alto della duna si vedono l'intera spiaggia e, verso nord, gli isolotti di Colombo e dei Porri; di fronte c'è Spargi ed a maestrale Budelli e S.Maria. Superata la strada ci si inoltra tra le dune colonizzate dalla vegetazione pioniera, che diventa di dimensioni sempre minori, fino alla spiaggia. |
Da Monti d'a Rena ad Abbatoggia La Panoramica dopo la Chiesa della Trinita prosegue verso Spalmatore e si avvicina alla costa in corrispondenza dell'insenatura di Monti da Rena, sempre affollata in estate, ma strordinariamente affascinante fuori stagione. Un piccolo corso d'acqua forma un acquitrino con giunchi ed altre piante pioniere prima della spiaggia, ma la parte più bella è la grande duna che sale sulla destra per parecchi metri. Di fronte alla spiaggia si apre la baia, con acqua bassa e trasparente che lascia intravvedere il fondale dove piccole chiazze di posidonia formano macchie scure sul chiarore della sabbia. Da Monti d'a Rena si ritorna verso il bivio di Case Ornano che porta anche al villaggio Touring e al Camping Abbatoggia. Il percorso inizia vicino ad un cancello della vecchia proprietà Ornano ed il sentiero costeggia un costone sulla destra, mentre a sinistra il terreno è meno impervio. Di qui diversi sentieri sulla sinistra portano, attraversando la macchia, alla piccola spiaggia del Morto: il nome le deriva dalllo spiaggiamento durante la Prima Guerra Mondiale del corpo di un soldato tedesco, che fu sepolto nel piccolo tumulo ancora visibile. Il sentiero verso Abbatoggia attraversa la macchia bassa, scende fino al Campeggio Abbatoggia e prosegue verso l'istmo tra emergenze di granito dal caratteristico colore rosso. Si arriva così ad una piana, allagata d'inverno, e successivamente al punto più stretto della penisola: sulla destra la rada dello Strangolato (il nome deriva proprio dalla strettoia formata dall'istmo). Subito dopo si presenta un bivio: a sinistra si cammina in costa fino a raggiungere la Piramide. Lungo il sentiero è diffuso l'assenzio di Corsica e sulle rocce cresce il becco di gru corso: sono due piante endemiche, tipiche dell'arcipelago e della vicina Corsica. Se al bivio si gira a destra si raggiunge tra i ginepri il lato settentrionale della penisola, dove le rocce cadono alte sul mare e si gode un'ottima vista della parte settentrionale dell'arcipelago, da Budelli, Razzoli e S.Maria, fino ai Barettini ed ai Barettinelli, che hanno sullo sfondo Corcelli e l'isola Piana. |
![]() La Maddalena: cala Spalmatore ![]() La Maddalena: Monti d'a Rena |
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