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I
barconi che d'estate collegano La Maddalena con le altre isole dell'Arcipelago
fanno spesso sosta a Cala Corsara di Spargi dove non c'è solo una
bellissima spiaggia circondata da due altrettanto scenografici promontori
rocciosi, ma c'è da scoprire un pezzo di storia antichissima e scorci
di natura entusiasmanti. Si attracca al vecchio molo militare, ristrutturato
di recente e, avviandosi verso la spiaggia, si giunge al piccolo complesso
di dune che forma il lato orientale dell'arenile. Sulle dune c'è
una gran varietà di piante pioniere ed in primavera è un vero
tripudio di colori e rarità: come la rosa di mare o spillone delle
spiagge (Armeria pungens ) la calcatreppola (Eryngium maritimum), l'euforbia
di Cupani (Euphorbiacupanii), il giglio marino (Pancratium maritimum), la
santolina delle spiagge (Otanthus maritimus). |
| iSi
possono trovare due specie di silene (Silene sericea e Silene corsica),
oltre alla timelea (Thymelea tartonraira), al convolvolo marittimo (Calystegia
soldanella) e alla violaciocca rossa (Matthiola tricuspidata). Sulle rocce
che confinano con la spiaggia, tra le piante della macchia la più
comune è il cisto marino (Cistus monspeliensis), assieme alle due
ginestre (Calicotome villosa e Genista corsica) dagli sgargianti fiori gialli.
Nelle zone più esposte crescono le piantine del limonio delle Bocche
(Limonium articulatum), mentre al suolo non è facile notare un'ultima
rarità: l'evax di gallura (Evax rotundata) dalle caratteristiche
foglie a rosetta arrotondate di colore verde grigio. Per godere pienamente
della ricchezza del luogo conviene munirsi di una guida alla flora dell'arcipelago,
che si trova nelle librerie del centro storico. L'altra attrazione di Cala
Corsara è il grande tafone nel granito al centro della spiaggia:
all'apparenza angusto, può invece accogliere molte persone e l'immagine
della sabbia candida dall'interno è molto suggestiva. Bisogna lavorare
un po' di fantasia per comprendere appieno la particolarità del luogo;
da quella cavità del granito vengono infatti alcune delle più
antiche testimonianze della presenza dell'uomo sulle isole dell'arcipelago
(un tuffo nel passato): frammenti di ceramica, utensili di selce ed ossidiana
che coprono un periodo tra 8000 e 5000 anni fa. In quel riparo probabilmente
sostavano i commercianti preistorici che trasportavano verso la vicina Corsica
l'ossidiana, il bene più prezioso di allora. |
![]() Spargi: cala Corsara |
![]() Spargi: Soraya ![]() Spargi: testa di strega |
Da
Cala Canniccio a Punta Zanotto
Da Cala Canniccio chiamata anche Cala Ferrigno, dove si trovano un vecchio molo militare ed i resti di imponenti insediamenti anch'essi militari, un sentiero non sempre ben individuabile sale in direzione sud ovest verso il centro dell'isola, con un dislivello di circa 100 metri in un percorso di un paio di km. Spesso il sentiero che porta verso Case Natale si addentra nella macchia ed è necessario mantenere la direzione: una bussola è utile. Da Case Natale il sentiero punta verso nord e, dopo una prima deviazione a sinistra ed una a destra, conduce direttamente verso punta Zanotto e Cala Grano, in leggera discesa. Dopo circa un chilometro e mezzo si incontrano alcuni fabbricati e proseguendo ancora verso nord e poi deviando a destra si giunge ad uno stazzo. La discesa continua verso nord e dopo un po' si incontrano le prime costruzioni militari. Molte conservano ancora le targhe con l'indicazione dell'uso al quale erano destinate. Nella zona più vicina al mare l'insediamento riconducibile alla seconda guerra mondiale è stato ricavato letteralmente smontando i blocchi di granito, svuotandoli e riposizionandoli, con ottimi risultati di mimetismo. Si trovano caserme, polveriere, camminamenti e svariati altri edifici che arrivano fino al mare. Dallo stazzo si può anche prendere un sentiero ben evidente che porta fino a Cala Grano dove c'è un approdo: lungo il camminamento si conservano ancora a tratti le strutture che consentivano il trasporto dei materiali fino alle caserme. Il rientro a Cala Canniccio avviene lungo il medesimo percorso. Da Punta Canniccio in meno di mezz'ora si possono raggiungere, attraverso un sentiero facile che sale verso nord, le batterie di Punta Pietragliaccio, rientrando per il medesimo percorso. E' bene ricordare di portarsi acqua da bere sufficiente per la giornata.
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