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Hippocampus
hippocampus
Corallo
nero
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Tra
Spargi e Budelli, di fronte a punta Zanotto, la Secca Washington risale
fino a 6 metri dalla superficie: il versante settentrionale degli scogli
sommersi è interamente coperto da grandi ventagli di gorgonie rosse
insediate su pareti verticali dove i colori delle spugne e degli cnidari
si sprecano: gialli, rossi, arancioni illuminati dalla torcia sono uno spettacolo
di grande impatto. Ma c'è un altro aspetto che colpisce lungo i versanti
della secca. Le forme delle rocce sono le stesse di quelle emerse: enormi
blocchi arrotondati, con profonde fessure, cataste di massi rotondeggianti
e tafoni di dimensioni tali da poterci nuotare dentro. Sono forme generatesi
in ambiente aereo: un'altra dimostrazione di come un tempo i fondali, dove
oggi ci si immerge con l'autorespiratore, fossero colline e valli ben fuori
dall'acqua e sulle quali gli uomini di allora camminavano, cacciavano, trasportavano
le merci e cercavano riparo. Una delle zone in assoluto più belle
è la Secca dei Monaci, un'ampia risalita, nei pressi dell'omonimo
isolotto, con diversi punti che arrivano vicino alla superficie e dove ai
rossi delle gorgonie e al giallo delle margherite di mare si aggiungono
una straordinaria limpidezza dell'acqua e lo spettacolo del passaggio di
dentici e ricciole. Nella parte più meridionale dell'Arcipelago l'immersione
più bella è sul versante orientale di Mortoriotto: si scende
lungo il pendio che degrada a balze e spesso si incontra un branco di barracuda
che pattuglia le rocce. Sui massi del fondo spiccano i ventagli delle gorgonie
rosse e, visibile anche da lontano, tra le ramificazioni delle paramuricee
si staglia una bellissima colonia di corallo nero, specie comune anche sui
fondali dell'Arcipelago a grandi profondità, che però qui
può essere comodamente osservata a "soli" 36 metri sotto
il livello del mare. Il corallo nero (Gerardia savaglia) è
un celenterato coloniale classificato nel gruppo degli antozoi (dal greco,
animali che sembrano fiori), ma è solo un lontano parente del corallo
e delle gorgonie, appartenenti al gruppo degli ottocoralli. E' infatti un
esacorallo ed i suoi polipi hanno un numero di tentacoli generalmente multiplo
di sei, distribuiti in un unico giro. Lo scheletro corneo che sostiene la
colonia può svilupparsi autonomamente, oppure colonizzare altri organismi
sui quali poi crescere: è poco flessibile soprattutto nelle parti
di maggiori dimensioni. Il corallo nero sott'acqua appare giallo, infatti
la parte vivente, il cenosarco che contiene i polipi, ha questo colore ed
avvolge lo scheletro nero, simile all'ebano, per colore e lucentezza. Il
cenosarco ha spessore limitato al punto che spesso lascia intravedere il
nero; esso si inspessisce in corrispondenza dei polipi, che a differenza
delle gorgonie, hanno dimensioni notevoli e possono essere lunghi fino a
2-3 centimetri. La colonia cresce costantemente, fino ad 8 centimetri all'anno,
e può superare il metro e mezzo di altezza, con molte ramificazioni.
Si tratta di un animale molto longevo, al punto che l'età di una
grande colonia, ancora in vita, è stata calcolata intorno ai 1800
anni. Il corallo nero vive in ambienti profondi, dove la presenza di correnti
garantisce alla colonia l'apporto di materiale organico, che viene catturato
dai tentacoli dei polipi. Il corallo nero mediterraneo non viene usato in
gioielleria, a differenza di quello tropicale che, anche se porta lo stesso
nome, appartiene ad un altro gruppo, quello degli antipatari, ed ha lo scheletro
molto più consistente e lavorabile. |