LA GEOLOGIA DELL'ARCIPELAGO



Le Rocce
Le rocce affioranti nell'Arcipelago di La Maddalena sono ascrivibili ai granitoidi ercinici, alle metamorfiti di alto grado della Sardegna nord-orientale ed al corteo di filoni ad esse associate; sono assenti i terreni mesozoici e terziari, mentre il Quaternario è rappresentato da isolati e limitati affioramenti.

Graniti (leucograniti, monzograniti, graniti a grana fine)
Nell'Arcipelago di La Maddalena, le rocce granitiche costituiscono il litotipo fondamentale affiorando in tutte le isole imprimendovi i caratteri morfologici dominanti.
Si tratta in gran parte alle cosiddette plutoniti tardo erciniche, principalmente monzograniti eterogranulari rosati a grana medio-grossa , con numerosi fenocristalli di feldspato potassico rosato; e monzograniti equigranulari biotitici, a grana medio-grossa, di colore biancastro (leucocrati), all'interno dei quali sono spesso presenti ammassi di graniti a grana medio fine e di micrograniti a carattere per lo più leucocrato.
I graniti, in genere, presentano differenti composizioni e gradi di fratturazione, che vengono esaltati ed evidenziati da una notevole gamma di forme, spesso tipiche di una o un altra roccia granitica.
Ad un paesaggio aspro e dirupato per la profonda dissezione , a rilievi irregolari con versanti e sommità articolate in grandi blocchi affioranti e a morfologia mammellonare, si contrappongono zone caratterizzate da una dissezione meno profonda, con estese e talvolta potenti coperture di materiale derivante dall'alterazione dei graniti. L'arena che si rinviene in posto ha in genere un colore chiaro, una dominate sabbiosa e rispecchia la composizione mineralogica della roccia di origine.
La naturale distribuzione dei graniti a grana grossolana è localmente interrotta dalla presenza di addensamenti biotitici e di pegmatiti.
I primi sono locali concentrazioni di minerali femici che talvolta sfumano nella massa granitica senza che sia possibile stabilirne i limiti, mentre talvolta, hanno l'aspetto di inclusi del granito; le forme e le dimensioni sono estremamente variabili: da centimetriche a metriche, da lenticolari a sferoidali o a scie.
Le pegmatiti sono invece locali addensamenti di specie cristalline megaformi, di dimensioni da centimetriche a metriche, facenti corpo con il granito grossolano. I componenti mineralogici sono quelli caratteristici del granito (quarzo, ortoclasio, microclino, plagioclasio sodico e mica) e quelli considerati come accessori del granito (tormalina, zircone, granati, apatite e fluorite) che talvolta cessano di essere accessori diventando abbondanti e di grandi dimensioni.

Monzograniti eterogranulari rosati a La Maddalena

parola chiave: FENOCRISTALLI
cristalli relativamente grandi che si trovano immersi in una massa di fondo fine


Rilievi accidentati in località Messa del Cervo

Inclusione femica (nudulo) in roccia granica a La Maddalena

Scia di femici in roccia granitica a La Maddalena



parola chiave: MIGMATITE
roccia metamorfica costituita da due porzioni geneticamente diverse: una preesistente di natura metamorfica e l'altra di natura magmatica a composizione granitico

parola chiave: NEBULITE
migmatite che presenta tracce dell'architettura originale

parola chiave: GNEISS
rocce metamorfiche a grana media e grossolana, di natura prevalentemente quarzosa-feldspatica, con tipica tessitura caratterizzata da una orientazione dei singoli costituenti che conferisce alla roccia un accentuata fissilità
Metamorfiti (migmatiti, gneiss)
In contrasto con la morfologia rupestre ed accidentata delle facies granitiche, le rocce metamorfiche affioranti a Penisola Rossa a Caprera e in gran parte dell'isola di Santa Maria, rappresentano placche di terreno caratterizzate da piccole alture a dolce pendio che si elevano su areali pressoché pianeggianti, privi di dislocazioni morfologicamente evidenti.
Appartengono al complesso migmatitico in facies anfibolitica di pressione intermedia della Sardegna nord orientale e sono costituite da migmatiti leucocratiche, nebuliti, agmatiti, gneiss talora con lenti di silicato di calcio.
Macroscopicamente si osservano bande fillosilicatiche), che conferiscono all'intero complesso un colore grigio-nerastro, non omogeneo, macchiettato ed interrotto da bande di colore bianco o rosato. La compattezza del materiale risente dell'inomogenea distribuzione dei minerali che lo compongono ed in particolare della diversa durezza di questi, seppure le forme siano condizionate dalla direzione del layering.
Il contatto tra metamorfiti e graniti esalta, ulteriormente, le differenze morfologiche tra i due litotipi; si passa da un paesaggio rupestre con grandi superfici di roccia esposta a settori a morfologia dolce, ricchi di vegetazione e con rara roccia affiorante.

parola chiave: AGMATITE
migmatite in cui il materiale introdotto sembra formare una rete di vene attraverso la roccia ospitante

parola chiave: GNEISS
termine applicato alle rocce ignee costituite principalmente da minerali di colore chiaro

parola chiave: FILLOSILICATI
minerali formanti un gruppo di silicati con struttura a strati, caratterizzati da una facile sfaldabilità in lamelle; es. miche, talco, clorite e i minerali delle argille

Dettaglio su roccia metamorfica

Rocce metamorfiche a Caprera

Roccia metamorfica a Caprera


Filoni
Le formazioni granitiche e metamorfiche sono attraversate da una notevole quantità di rocce in giacitura filoniana, che differiscono tra loro per i caratteri petrografici, per la potenza e per lo sviluppo lineare, ma sostanzialmente accomunate da una generale uniformità degli allineamenti. Sulla base della loro composizione possono essere genericamente distinti i filoni basici ed i filoni di composizione variabile da quarzodioritica a leucogranitica.
Si distinguono:

  • filoni di quarzo di origine idrotermale; devono la loro origine alla segregazione di minerali da soluzioni acquose ad una temperatura inferiore a 370°C. Il quarzo è il minerale predominante e conferisce un colore bianco all'insieme.
  • filoni di aplite; sono diffusamente iniettati sia nei graniti che nelle metamorfiti, la roccia è caratterizzata da una pasta finemente granulare, di colore rosa pallido con rari costituenti femici.
  • filoni di porfido granitico granofirico; sono le manifestazioni più importanti ed imponenti, caratterizzati macroscopicamente da un colore grigio-rossastro con fenocristalli di feldspato e di magnetite.
  • filoni di porfirite granodioritica; non molto diffusi, ma con potenze considerevoli, di colore rosso scuro con piccoli fenocristalli disposti su un pasta di fondo microcristallina, ricca di spinelli di ferro.
  • filoni di lamprofiro (spessartiti, camptoniti); pur non raggiungendo sviluppi considerevoli sono da annoverarsi tra i filoni più frequenti; hanno un colore omogeneo grigio-verde, con piccole punteggiature nerastre dovute ad ossidi metallici.

Morfologicamente i filoni danno luogo a forme diverse in funzione della loro composizione e potenza e delle caratteristiche della roccia incassante. Si distinguono i filoni rilevati, che costituiscono dorsali imponenti con notevole estensione lineare, dai filoni depressi, incavati rispetto alla roccia incassante. I primi hanno una composizione prevalentemente acida ed intermedia (aplite, porfido granitico, porfirite granodioritica), e si ergono in maniera più o meno accentuata dall'ammasso granitico incassante, dal quale talvolta non si distinguono facilmente.
I filoni basici (lamprofiri) sono maggiormente diffusi e sebbene gli spessori abituali siano talvolta limitati, il loro riconoscimento è immediato, per il netto contrasto cromatico con le rocce incassanti e per le forme depresse cui danno luogo. Sono oggetto di un'alterazione più spinta rispetto ai graniti incassanti, nei confronti dei quali si comportano come rocce tenere, talvolta presentano una caratteristica esfoliazione cipollare
.


Filone di Aplite


Filone di Porfido a Caprera


Filone lamprofirico

Filone rilevato

Esfoliazione "cipollare"