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LA
GEOLOGIA DELL'ARCIPELAGO
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Coste:
le forme e i depositi La fascia costiera compresa tra Santa Teresa di Gallura e Capo di Coda Cavallo è caratterizzata da uno sviluppo estremamente articolato e frastagliato, si osserva un susseguirsi di capi rocciosi, di insenature lunghe e strette (Golfo di Olbia, Golfo di Arzachena, etc.) e di isole e isolotti variamente disseminati. Si tratta di una cosidetta costa di sommersione, o a rias, la cui formazione è attribuita ad un basculamento verso NE della Sardegna nord orientale, in seguito alla tettonica regionale tardo-terziaria. Le isole dell'arcipelago di La Maddalena rispecchiano ed evidenziano tale particolare assetto morfologico essendo caratterizzate da prevalenti coste rocciose, baie profonde, promontori e da pochi arenili di limitata estensione principalmente ubicati a ridosso del moto ondoso dominante (Cala Corsara a Spargi, La Spiaggia Rosa a Budelli) o entro profonde insenature (Stagno Torto a La Maddalena). La fascia costiera è fortemente condizionata dalla costituzione geologica e dalla struttura tettonica, infatti, in corrispondenza di faglie o di filoni si sono sviluppate le insenature (Stagno Torto a La Maddalena, Cala Lunga a Razzoli) oppure i promontori (Abbatoggia a La Maddalena, Penisola Rossa a Caprera). Le isole dell'arcipelago presentano, inoltre, contrasti morfologici tra i tratti costieri esposti ad est e quelli esposti ad ovest e a nord: a La Maddalena, Spargi, Budelli e Razzoli il settore occidentale presenta forme aspre, talvolta massive ed una costa alta e rocciosa con scarsi arenili; nel settore orientale prevalgono invece le forme maggiormente smussate con rilievi degradanti dolcemente verso mare e spiagge sabbiose. Nell'isola di Caprera, al contrario è la costa orientale a presentare forme aspre con versanti a picco sul mare , mentre nella costa occidentale si hanno morfologie maggiormente smussate e piccoli arenili sabbiosi. Tali peculiarità della fascia costiera sono determinate, oltre che dai fattori geologici, anche dalla maggiore esposizione delle coste occidentali rispetto ai venti ed al moto ondoso dominanti provenienti, in questo settore, prevalentemente dal IV quadrante. Infatti, l'Arcipelago di La Maddalena chiudendo a oriente le Bocche di Bonifacio, rappresenta un importante fattore nello svolgimento dell'azione delle mareggiate sia da Ponente che da Levante. Le coste alte, rocciose sono presenti proprio nei settori maggiormente esposti all'azione delle mareggiate dominanti, che svolgono un'importante azione di modellamento, tanto nei graniti quanto nelle metamorfiti. Gli elementi morfologici osservabili lungo le coste maddalenine sono prevalentemente di natura erosiva e sono rappresentati essenzialmente da superfici che per i caratteri morfologici ed i rari depositi conglomeratici presenti, possono essere definite come terrazzi costieri la cui formazione è da ricondurre alle oscillazioni del livello del mare avvenute durante l'era Quaternaria. Le superfici maggiormente estese e meglio conservate, si osservano lungo il Canale di Moneta ed immediatamente a sud di questo, sia a La Maddalena sia a Caprera, dove si osserva inoltre anche la piattaforma di abrasione attuale. I litorali sabbiosi e ghiaiosi presentano dimensioni molto limitate, dell'ordine di alcune centinaia di metri e si collocano in genere in siti riparati o in fondo alle baie (Stagno Torto a La Maddalena, Cala di Santa Maria a Santa Maria). La composizione è essenzialmente quarzoso-felspatica, anche se la componente bioclastica può raggiungere percentuali significative, come ad esempio la Spiaggia Rosa di Budelli, che deve il suo nome e la sua particolare colorazione alla presenza di frammenti di alghe rosse calcaree. Nei settori maggiormente esposti, non favorevoli all'accumulo di sedimento sabbioso, si osservano talvolta "spiagge" costituite da blocchi granitici di dimensioni decimetriche perfettamente elaborati dall'azione del moto ondoso. Oltre ai depositi di spiaggia attuali, si osservano lungo il litorale e al di sopra di alcune superfici di abrasione marina, dei depositi che si ritrovano frequentemente, a quote analoghe, in tutta la Gallura e che vengono riferiti al Tirreniano (90.000-125.000 anni fa), considerato nel Mediterraneo come il livello marino corrispondente all'ultimo interglaciale. |
![]() Passo della Moneta, tra Caprera e La Maddalena ![]() Costa est dell'isola di Caprera |
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La
maggior parte dei depositi antichi osservati sono costituti da
un conglomerato di spiaggia raramente cementato, con grossi ciottoli
a smussamento marino, poligenici (granito, lamprofiro, gneiss) sul quale
poggiano dei depositi di versante e/o delle sabbie eoliche a spessore
variabile; l'intera sequenza poggia quasi sempre su una piattaforma
di abrasione ad un'altezza variabile da 1 m a 2,5 m. In altri casi,
al di sopra del conglomerato basale si può osservare un'arenaria
eolica o marina stratificata, sulla sommità della quale si possono
osservare delle marmitte e delle rizoconcrezioni. |
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![]() Spiaggia quarzoso-feldspatica a Spargi |
![]() Depositi antichi a Razzoli |
![]() Arenaria marina ed eolica a Cala Tufo |
![]() Beach Rock |
![]() Dune eoliche |
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